Font
La libreria, i font del computer, i font del documento

La colonna dei font aperta dal footer: le schede Google, Local e Document e l'elenco del pannello Fonts

Il pannello Fonts

Si apre dalla barra delle risorse. È un elenco: una famiglia per riga, col nome scritto nella famiglia stessa. In fondo, una barra con tre fonti:

FonteCosa elenca
Googlela libreria di Janvas: venti famiglie scaricate una volta da Google Fonts e servite da Janvas
Locali font installati nel computer. Il primo clic chiede il permesso al browser
Documenti font del documento: quelli estratti dai PDF, e quelli installati che si sono messi in un pacchetto .jaz
GestoCosa fa
Clic su una famigliala dà ai testi scelti, in un passo
Doppio clic, senza niente di sceltosceglie i testi che la usano già e li inquadra

La libreria

Le venti famiglie: Roboto, Open Sans, Poppins, Inter, Lato, Montserrat, Arimo, Roboto Condensed, Oswald, Noto Sans, DM Sans, Roboto Mono, Raleway, Playfair Display, Nunito Sans, Roboto Slab, Nunito, Rubik, Ubuntu, PT Sans. Latino e latino esteso, fino a quattro stili. Durante l'uso non si chiama mai Google: i file stanno sul server di Janvas, e il browser scarica solo i pezzi che servono.

Un font che manca

Aprendo un documento, le famiglie dei testi si caricano dalla libreria; quelle che non ha nessuno — né la libreria né il sistema — si contano come mancanti, e il testo si disegna col carattere di ripiego.

I font nei file

  • Il .ja porta i font del documento (quelli dei PDF).
  • Il .jaz può portare anche i font installati che i testi usano (opzione Local fonts).
  • L'SVG esportato porta sempre i font del documento, e a scelta quelli della libreria e quelli installati. Vedi Esportare SVG.